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19 marzo: primo aggiornamento dall’isola di Samar

Catbalogan, Domenica 19 marzo ore 16.00

Dopo il pranzo a casa di Joni, ci rinchiudiamo tutti al fresco nel fatiscente hotel Summer Garden, un cantiere a cielo chiuso. Siamo in quella fase di attesa dovuta dalle problematiche logistiche..e così per far passare il tempo cerco di memorizzare quanto successo in questi giorni. Siamo appena partiti ma sembrano già essere successe una marea di cose che non voglio vadano perse… anche se l’unica voglia che si ha è quella di arrivare al villaggio, fare il campo base e iniziare ad andare..ma per questo fino a martedì possiamo scordarcelo.

Partiamo però dall’inizio:
Guido e Lillo arrivano a Brescia ancora mercoledì 15 alle 20. Il Pota li va a prendere in stazione e ci si trova tutti in sede per dividerci il materiale e controllare il peso dei sacconi. E qui la divisione dei pani si fa divertente.. soprattutto quando ci accorgiamo che i sacchi e i bagagli a mano superano bellamente i 37 kg consentiti, la risposta che ci diamo è una sola: in stiva i 30 kg, il resto ci penseremo domani.
Intanto sono arrivati i ragazzi del GGB in sede, è mercoledì e ci si trova tutti come d’abitudine.
L’aria è adrenalinica, son tutti carici e felici per noi. Io, da piccola neofita delle grandi spedizioni, mi sento fare mille raccomandazioni da Mauri, Claudio, Frizzi che in Filippine ci son stati più volte.. dal “in foresta prima di prendere lo zaino, controlla sempre bene, scuotilo e poi indossalo”, “sta vicino a Guido e andrà tutto bene”, così come Spara, Mak, Don, Sandra, Mary, Linda, Fallo e Neuro..son tutti lì con noi, ad aiutarci a sistemare alcuni materiali comperati da Buranchetto e finiamo di preparare le cose. Sandra ci ha persino fatto trovare i pasticcini per festeggiare e così parte il primo dei tanti brindisi della serata. Che bel clima, che bello festeggiare così prima di un lungo viaggio!!
Verso tarda sera iniziamo ad andare via tutti, Lillo e Guido rimarranno a dormire in sede, ci si troverà all’alba pronti a partire alle 4.30. Ci porterà Silvio, che con il suo furgone ha lo spazio sia per il carico sia per noi e così si presenta puntuale come un orologio svizzero, si carica tutto e si saluta Sonia e mio papà. Si parte e si inizia ad avere l’adrenalina a palla.

Arriviamo a Malpensa senza problemi, salutiamo Silvio ed entriamo. Ci mettiamo in coda per il check-in e l’unico senza ansia sul volto è Guido. Una del check in che gira per fare il controllo dei bagagli a mano ci guarda e inizia a dire: “mah, i vostri zaini son troppo grossi”. E via che arriva la paranoia. Tocca a noi, ci chiedono “nei bagagli avete batterie al litio? Batterie in genere?” e io rispondo “Si, ho quelle di questi faretti…” e arriva la fatidica frase che non vorresti sentire.. “Tutte le batterie devono essere portate nei bagagli a mano, dovete aprirli e toglierle”. Io, Lillo e Pota dobbiamo disfare tutto. Io ho i faretti sotto tutto, Lillo le batterie della Sbrasa fornite da Frigo, Pota il trapano… e i bagagli a mano? Bah. Speriam che le sorprese finiscano. Consegniamo i bagagli e prima dei controlli dobbiamo rispettare la tradizione di buon auspicio per le spedizioni: bersi la bottiglia di Nipozzano. Al bar ci forniscono cavatappi e bicchieri e via, alle 8 di mattina un bel bicchierone di vino rosso, un panino e si brinda a noi e alla nostra spedizione!
Ora ci toccano i controlli e sbam. Lillo ed io veniamo fermati: lui per le batterie della sbrasa, io per quelle del trapano. Non ci fan buttare le batterie del trapano solo perché son quelle piccole, altrimenti: goodbye, impariamo la lezione, quelli della security ci dicono che la prossima volta è meglio mandare una mail a quelli della security per sapere cosa è da mettere in stiva e cosa no, perché quelli del check in non sanno nulla…. ‘annamo bene!! Ma dopo l’ennesima sorpresa, finalmente siamo dall’altra parte e in meno che non si dica ci troviamo sul volo per Abu Dhabi. In 6 ore siamo a destinazione e Guido / Gangialf mantiene alto il suo essere in catalessi, continua a dormire ininterrottamente..persino quando noi altri siam stufi dell’attesa del volo per Manila. Si sveglia solo quando gli diciamo che abbiam preso la Red Horse della San Miguel e così ripartiamo per l’altro imbarco. Ci tocca l’aereo più scomodo del mondo per la tratta più lunga e in otto ore siamo a Manila! I sacconi ci sono tutti e 4 e possiamo tirare un sospiro di sollievo.
Andiamo alla Malate Pensionne, il punto di ritrovo di tutti gli speleo che passano da Manila per andare a fare esplorazioni nelle Filippine e, infatti, non facciamo in tempo a prendere le chiavi della stanza che incontriamo Gilles, uno speleo francese che raggiunge la spedizione di Marcel Paul a Samar.
Ci sistemiamo e usciamo a mangiare e durante la cena ci raggiungono Darly e Mike, i due speleo filippini che si uniranno a noi la prossima settimana.

Sabato mattina, ci svegliamo, facciamo colazione e ci dirigiamo in aeroporto. Qui dovremmo incontrare Matjaz che dopo 3 giorni di viaggio è arrivato a Manila, dopo un po’ di difficoltà nel trovare lo sloveno addormentato e nascosto, andiamo a fare il check in e via.. paghiamo il sovraprezzo per i nostri sacconi e quando ci tocca salire sull’aereo, gli addetti mi dicono “do you have your mask?”… guardo il Pota e gli altri e dico: “ehm..ci tocca mettere la mascherina….” E così pure il NO MASK del gruppo si ritrova mascherinato per tutto il volo. In due orette siamo a Tacloban e qui l’amico Joni Bonifacio ci accoglie con tutti gli onori di cui solo lui è capace: striscione, coccarde e tanti sorrisi. Andiamo a mangiare Ocho, uno dei migliori ristoranti di pesce della città. Dopo una cena non troppo grande, partiamo per Catbalogan: ma che bella strada dissestata… passiamo per Calbiga e qui incontriamo Erwin the Mute, il famoso muto di cui i ragazzi parlavano e si chiedevano che fine avesse fatto, ci si ferma per bere una birra con lui e ci racconta i tanti ricordi che ha con Pota, Claudio e gli altri ragazzi che ha conosciuto nelle diverse spedizioni. Ma ormai è tardi e noi abbiamo ancora un’ora di strada da fare.. siamo solo a metà del viaggio, si riparte e arriviamo a Catbalogan verso le dieci.

Domenica mattina facciamo da bravi bambini la lista della spesa e così iniziamo a comperare tutto quel che ci serve per il campeggio: pentole, stoviglie, cibo, 25 kg di riso (per cui Guido ora ride ogni volta che mi vede, pensando alla mia faccia spiritata quando mi son messa sulle spalle lo zaino e ho sentito tutto il peso sulla mia schiena..). Finiti i mille giri, siamo ospiti a casa di Joni per il pranzo: che bontà, non c’è niente che non valga la pena assaggiare due volte. Finito il pranzo, finiscono anche gli impegni della giornata e qui inizia la parte dura. Far passare il tempo mentre si aspetta che arrivi lunedì per incontrare la presidentessa del Parco per avere i permessi. Dobbiamo solo stampare più di 100 rilievi fatti e la lettera di richiesta per poter fare esplorazioni..ma cosa se ne fa di tutti quei rilievi??? Vallo a sapere!
Arriva sera, si mangia, si beve e finalmente è giunta l’ora della nanna, il Pota mi stressa perché scriva l’editoriale ed eccomi che, con tutti dormienti (e qualcuno russa pure), io mi ritrovo a scrivere queste righe, sperando di avervi fatto capire questi primi giorni dediti allo spostamento e alla logistica… giornate decisamente ferme dal punto di vista esplorativo, ma necessarie per quando si va in un posto nuovo e bisogna ripartire da zero con tutto.

Domani (lunedì) incontreremo la presidentessa, si pranzerà con Joni, Paul Marcel e altri francesi e poi, finalmente, partiremo verso la military base di Calbiga per annunciare la nostra presenza ed essere aggiornati su eventuali problemi sociopolitici. Infine, dopo tutte queste “peripezie” burocratiche e logistiche e 100 km di auto verso Tacloban, si andrà a Basey, il punto di partenza della nostra avventura.

Dai che nöm!!!

Teresa

Video dell’arrivo, delle prime spese e della preparazione: https://youtu.be/9_aOAkCpEFA

partenza da Brescia alle 4:30

prima del delirio per le batterie…

il Pota che dopo 6 anni, finalmente, può rispettare le sue tradizioni esplorative.. Nipozzano forever

finalmente a Manila e tutti i sacconi sono arrivati a destinazione

cena internazionale a Manila: Mike, Lillo, Darly, Gilles, Teresa, Pota e Guido

l’accoglienza dell’amico Joni Bonifacio a Tacloban coccarde e poster

l’incontro con Erwin the Mute

Guido e Lillo con Erwin

la cena a Ocho, che buono!!!

spese varie per il campo a Basey, si va dal riso, ad un po’ di carne, fino alle pentole…

le trattative sui prezzi..

uova e sale

galli da combattimento

la sistemazione dei 25 kg di riso che finiranno molto presto

il traffico di Catbalogan

ci si abitua già alla colazione a base di riso alle 8 del mattino

architetture di Catbalogan

l’inizio delle riunioni con la presidentessa del parco

la presentazione dei rilievi topografati nelle numerose spedizioni fatte dal GGB e Odissea Naturavventura

presentazione dell’analisi della geologia carsica dell’isola di Samar da parte di Guido, con l’immensa attenzione dei funzionari del parco nazionale

italiani, francesi, sloveni e i funzionari del parco al congresso internazionale di speleologia organizzato dal Dipartimento dell’Ambiente e Risorse Naturali


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