sede: vicolo Manzone 18, 25122 Brescia | ggb@ggb.it

Abisso Faraone verso i 4km e -600m!

Sabato 24 e domenica 25 novembre 2012

La punta, anzi la puntona, nasce Mercoledì sera quando mi aggiravo nervoso per la sede recitando la magra ma sempre piacevole parte del persuasore blasfemo. Ma come, lascereste scorrazzare un vecchio esploratore tutto solo nel ventre d’Apuane in compagnia della sua costola rotta e del rimorso di abbandonare a casa i suoi tre figli, razza di codardi?
La coscienza di Mauri è l’unica ad intenerirsi, preparando il materiale nello stesso momento in cui sul mio telefono si illuminano gli sms degli illustrissimi Francesco e Silvia di Genova e Lillo di Schio che accettano al volo il succulento invito: bene, ora almeno due squadre ci sono…
Al damerino Pepito, allo svogliato Frizzi e all’opportunista Sparagnausen, servirà invece una notte di rimorsi per capire che non esserci, con la scusa del meteo poco convincente, sarebbe stato un vero peccato…
Sabato mattina eccoci allora in 8 come da copione alla bottega di Daniele, scrittore ufologo e salumiere di Gramolazzo; la sua sublime focaccia alla mortadella purtroppo ci va un attimo di traverso quando i locali Mario e nipote ci sconsigliano calorosamente di avventurarci lungo la marmifera che sale alla Fanaccia in quanto sparita a tratti dopo gli ultimi temporali: “L’è brutta brutta!” E con un trattore ribaltato e un secondo in crisi per recuperarlo, ammetto che anche il mio fatalismo automobilistico ha avuto un sussulto…
Ma in fondo vince l’eroismo speleo più becero che consiglia di giocarsi la macchina di famiglia pur di evitare un’ora in più con gli zaini… Con una buona dose di follia zizzagherò sobbalzando tra carreggiate mangiate per un metro di profondità, pietre, dossi fino al punto in cui grossi tronchi chiudono definitivamente la partita poco prima dell’inizio del sentiero. Chissà a scendere, penso!
L’umidità pesante, i colori tenui, il fogliame nero ormai sono quelli di un autunno profondo quasi melanconico. Ovunque guardi sotto la faggeta i segni di un ruscellamento devastante.
All’ingresso un freddo pungente consiglia di prepararsi alla svelta. I primi cinque scendono veloci mentre dietro resta il trio fotografico composto dal sottoscritto (che dopo l’auto è pronto a giocarsi pure la Pentax da 1500 euro) e dagli stoici Francesco e Pepito disposti a sopportarmi sacrificandosi come devote vestali dei sacri flash pur di essere immortalati.
Si fa presto a dire posa B e poi tre due uno e scatti! Appesi ai frazionamenti del P.180 poi è molto più dura; ma faremo tutti del nostro meglio per raccontare quei vuoti e le emozioni che si provano attraversandoli. Per stavolta accontentiamoci di una prova.
In galleria a-430 ci divideremo in tre squadre: Frizzi e Spara ad arrampicare la diaclasi finale ventosissima che chiude il Ramo a Valle, Francesco Mauri e Silvia a rilevare/esplorare le gallerie che si diramano poco prima, io Lillo e Pepito a rilevare/esplorare il Ramo Attivo che costituisce il fondo del Faraone a -520.
Dopo 54 tratte di rilievo tra giochi di pietra bianchissima, scivolando lungo pozzi fantastici come il P.15 della Spiaggia di Marmo e l’inesorabile Meandro del Dio Anubi, la prova della mia deficienza, semmai servisse, è il dolore che provo nei 12 metri di fessura allagata della Prostata del Faraone, appoggiato e immerso sul fianco della costola rotta! Dio Anubi, dove sei?
Giunti alla sommità del P.12 Potankamon ero curioso di rivedere il numero fatto nel scenderlo in libera da solo la volta precedente. Appena sotto Lillo attrezza un nuovo P.6; poi tutto stringe; mentre noi rileviamo un bravo Juri Pepito grufola nella parte alta del meandro scoprendone la prosecuzione.
Seguiranno altre ore, altri 7-8 spit a mano, altri pozzi e tanti altri passaggi stretti: bella ignorante anche la disostruzione dei miei due soci che sposteranno vari dolmen dall’accesso del penultimo pozzo! Sono ormai le 3 e mezza quando rimango senza corda a 10 metri da terra su un grosso P.30. Laggiù vedo la quota di -600 e soprattutto ancora nero. E’un bel posto per iniziare il lunghissimo rilievo che dovremo portare sino alla Prostata.
In Galleria a -430 ci ritroviamo tutti e otto alle 7 e mezza con precisione svizzera: nel torpore delle giacche in piuma, davanti ad un meritato tè, pregustiamo il sapore di una grande punta: il resto quando saremo fuori verso mezzogiorno, probabilmente con la nebbia ed una pungente pioggia, con la costola che urla e l’incubo di riportare l’auto indenne. Ma poco importerà perché là fuori potremo godere dei ricordi di queste 24 ore belle piene passate con le persone giuste. Le punte perfette, le punte che adoro.
La squadra di Mauri ha raccolto altri 450 m di rilievo con belle gallerie che continuano oltre ad un salone, mentre gli arrampicatori, salendo 40 metri verticali, hanno a lungo goduto del nuovo balocchino, il trapanino Einhell modificato, per poi perdere ingloriosamente il martello a soli 6-7 m dalla volta! Per non essere poi mummificato vivo dai compagni il Frizzone si è visto allora costretto a trovare immediatamente una prosecuzione d’oro. E c’è pure riuscito: un P.20 ingordo che, pensate un po’, si trova ad una decina di metri dalla nostra Fanaccia! Ma questa ovviamente è un’altra storia…

Matteo Pota Rivadossi

uno dei punti piu' tranquilli del Camel Trophy

Pepito all'entrata

alla base del primo pozzo

l'attacco del 3° pozzo, il P.45

lungo il P.45, terzo pozzo

sui primi frazionamenti del P.180 Brai Gnari

a metá del P.180 Brai Gnari

sul tiro da 90 m del P.180 Brai Gnari

appesi al pendolo finale del P.180

Silvia coccola un local

il salone del P.35 Franoso a -300

il P.15 della Spiaggia di Marmo a -480

controluce alla Spiaggia di Marmo

la pozza alla Spiaggia di Marmo

Lillo nella fessura allagata della Prostata del Faraone

Pavimento in marmo allla base del P.12 Potankamon

lungo il P.13 a -530

Lillo sul P.10 a -550

disostruendo l'accesso del P.8 a -545

Juri Pepito sbindella sopra il P.30 del fondo

all'uscita dopo 23 ore


0 Responses to “Abisso Faraone verso i 4km e -600m!” | Comments are currently closed.