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Cambiamenti e preparazioni

English summary

Quezon City (Metro Manila), Casa Orlanes, domenica 3 Aprile ore 23:30 (17:30 in Italia)

Ieri giorno di cambiamenti: sbaracchiamo dall’hotel per andare a casa di Osmundo. La figlia Tweet viene a prelevarci a mezzogiorno con la sua “magic car”: la solita Matiz microscopica dentro la quale riusciamo ad infilare 6 sacconi da 140 litri di volume pieni zeppi e 3 zaini.
Pota ed io gioco forza siamo costretti a prendere il treno. Il ritrovo con Tweet per mangiare un boccone è alla stazione di Monument, dove noi due arriviamo puntuali, ma poi iniziamo a girovagare per la caotica via principale senza trovare il punto esatto dell’incontro. Dopo vari tentativi di comunicazioni telefoniche ci rendiamo conto di non essere nel posto giusto, visto che l’sms di Tweet fa riferimento ad un centro commerciale a 20 minuti di pullman…
Che l’abbia fatto per sbarazzarsi di noi era evidente…

Nel mentre riceviamo nuove notizie dal fronte Calbiga dove i nostri compagni di spedizione si apprestano a partire per il paese di Pinabacdao, per poi arrivare presso il piccolo villaggio di Canlobo posto a 5 ore di cammino. Da qui ancora 3 ore per arrivare a quella che sempre più pare essere una grotta ciclopica.
Unico problema, oltre all’avvicinamento e al campo volante all’ingresso, un profondo lago dove i locali hanno scorto inquietanti anguille di 20 cm di diametro! Boh?
Alex il Gatto invece è rimasto volentieri in ciabatte a Calbiga (visto che la sua attrezzatura è qui da noi…) ad aspettare Tristan. Con soddisfazione ci comunica che non piove da qualche ora e già il livello del fiume Calbiga si è abbassato di 1 metro e mezzo facendoci ben sperare per le nostre future immersioni.

Raggiunta la casa di Osmundo siamo accolti con un’ospitalità d’altri tempi. Con stupore troviamo nel salotto di casa tutti i nostri sacchi: insistiamo per metterli fuori ma alla fine rimangono ammassati tra tavoli intarsiati e poltrone imbottite.
Tweet conversa con noi in inglese perfetto mentre noi ci forziamo di capire e spiegare usando un inglese maccheronico. Ma tant’è che dopo una settimana di lingua, grazie alla nostra irriverenza, riusciamo addirittura a fare battute. Tra queste la gag del nostro cambio di personalità: le raccontiamo di aver detto in giro di essere una coppia gay in viaggio di nozze da Amsterdam. Dopo aver riflettuto per un attimo sullo humor italiano, lei ci invita a vedere uno spettacolo tenuto da un “suo-amica” drag queen in un locale vicino a casa che, grazie alla guida del fratello Jomar, raggiungeremo anche in perfetto orario.
All’interno ci stupiamo di trovare intere famiglie venute a guardare questo spettacolo di varietà. Gli artisti si alternano sul palco sostenendosi “l’uno con l’altra” con battute; cantano modificando i toni vocali con una facilità e capacità incredibili. Pota mi erudisce sul fatto che i filippini sono molto conosciuti ed apprezzati come cantanti e ballerini.
Intanto la sala si riempie e pian piano il coinvolgimento del pubblico s’intensifica. Naturalmente noi forestieri siamo le vittime predestinate del gioco. Non passa molto e riceviamo dal gruppo di scalmanati artisti un insistente invito a salire sul palco. “The show must go on” penso, mentre vengo preso gentilmente per mano da un sessantenne travestito che mi accompagna a destinazione.
Il pavido Pota mi lascia solo in balia dei 5 drag. Domande, risposte, battute e risate, scambio di baci sulle guance, ma il bello deve ancora venire: il più folkloristico del gruppo mi invita ad un bacio sulla bocca. E in men che non si dica, mi ritrovo faccia a faccia con due labbroni giganti! Devio il tiro declinando l’invito con un “no, no it’s impossibile”. Per fortuna perché poco dopo veniamo a sapere che il personaggio è soprannominato “wash machine”…
Finito lo spettacolo, mentre raggiungiamo la macchina, ci viene a salutare “lo amica” di Tweet riuscendo poi a passare assieme a noi ancora una decina di simpatici minuti.

La serata continua in un piccolo karaoke bar ormai sulla via di casa. Siamo ospiti del proprietario, un sub americano di primo pelo che vive qui a Manila. Una birra tira l’altra (troppe…) e pure portate di calamari e anelli di cipolla fritti: come per sortilegio ci ritroviamo a scegliere canzoni da cantare.
Arriva il momento delle nostre scelte e con esso la sopresa che saremo noi a doverle cantare! Pota, preso da una coscienziosa par condicio, “decide” che è il suo turno per affrontare il pubblico esibendo le sue doti canore. Si inizia con una esilarante versione di “Sweet Child O’Mine”  per finire con “Wind of Change”: un delirio! Abbiamo le mascelle bloccate dalle risate. Alla fine in Pota si rafforza la consapevolezza di non essere perfettamente pronto per l’avventura canora…

La domenica scorre veloce. Sveglia a mezzogiorno con tavolo imbandito a festa mentre nel pomeriggio siamo precettati per assistere ad un balletto al sontuosissimo Meralco Theater. Praticamente un saggio delle scuole di danza di Manila… Più di due ore trascorse nel buio gelido del locale: tra un fugace sonnellino e l’altro possiamo assistere ad esibizioni degne di nota, ad aritmici incroci di futuri ballerini ed alla nobile rigidità dei movimenti delle loro nonne…
Cena in stile giapponese, halo-halo (ghiaccio, latte, mais e frutta candita) al posto del gelato ed ora a nanna prima del solito perché domani sarà una fastidiosa giornata di burocrazia.
Se andrà tutto bene finalmente smetteremo le vesti della notturna coppia insonne per reindossare quelle che ci piacciono tanto: quelle speleo.

Gigi Gheisa Casati

con Jomar e Tweet

Gigi sul palco

sushi bar

Meralco theatre

English summary

Quezon City (Metro Manila), Casa Orlanes, Sunday April 3rd 11:30 p.m. (5:30 p.m. in Italy)

Yesterday was a change day: while we leave the hotel to go to Osmundo’s home, the friends in Calbiga are going to leave to Pinabacdao for arriving after 5 hiking hours to small Canlobo village. From here takes other 3 hours going to what seems to be a gigantic cave.
Alex The Cat stays in Calbiga waiting for Tristan. Alex makes us know that from a few hours it’s not raining and the Calbiga river level is 1.5 m lower making us hope for our future dives.


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