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Corso speleo finito!

Ebbene anche questo pezzo classico del GGB, con un pizzico di superbia il più bel corso speleo d’Italia, è finito. Frutto di un grande impegno per buona parte caricato sulle spalle del suo direttore Maurizio “Mauri” Reboldi, in uno dei suoi migliori travestimenti dopo quello di direttore della Scuola di Speleologia “Pierpaolo Molinari”, nonché vice-presidente e magazziniere.
Grazie al nostro collaudato team didattico, che ha garantito come sempre un rapporto aureo ed invidiabile tra istruttori/allievi di 1:1, sempre nelle stesse grotte rodate e conosciute a memoria, i nove zoombies sono stati trascinati in papà Omber fino alla Sala a -230, fino al fondo del mitico Aladino (-350 m) e nelle viscere di mamma Spluga (fino in Sala Cargnel a -400 m). Divertendo e divertendosi, talvolta separandosi dalle loro anime e sgobbando tanto fino a piangere ovviamente di gioia.
Nello stile GGB hanno sopportato un programma breve ma intenso, accompagnati verso mete e profondità che per tanti speleo in circolazione rappresentano ancora un obbiettivo. Nove personaggi vestiti da meccanici catapultati in luoghi assurdi così come se non ci fosse un domani. Che a ritmi diversi sono addirittura riusciti ad arrivare dove nemmeno immaginavano, Luoghi fisici ma anche limiti personali, intendo.
Questo senza mai un problema ma piuttosto assaporando la tranquillità regalatagli da chi laggiù è come a casa propria. Perché in grotta al GGB ci andiamo davvero, perché agli articoli da giornale preferiamo la ciccia, perché siamo esploratori. Questo il nostro segreto, la nostra speleologia di cui il nostro corso è riflesso.
In grotta come fuori davanti al fuoco di malga Casinei o a malga Spluga la garanzia è stata come sempre sopportare ma anche godere della nostrana goliardica infaticabile ospitalità GGB tra cori blasfemi, concerti, soprannomi, vino e salamine. Ricordi indimenticabili come gli scherzi inflitti loro: l’infarinatura vera e propria dell’inaugurazione o i manichini fatti cadere in palestra ma anche dal P.35 ad Aladino. Questo per lo spavento addirittura di Flavio Ghiro, responsabile nazionale della scuola di speleologia della SSI! “Ma è caduto un allievo?”. Mai farsi prendere dal panico!
Ora zombies siete liberi di vagare tra mercoledì sera, pozzi e meandri alla ricerca di voi stessi.

Matteo “Pota” Rivadossi

APPUNTI DI UNA ZOOMBIE

Sono quasi le tre di notte e ieri, a quest’ora, ero nella malga vicino alla Spluga a bere, ridere, cantare e suonare. Sentendomi dire dal Pota che doveva trovarmi un soprannome, perché Vispa per lui era troppo scontato e banale e Tetteresa manco lo contemplava (mannaggia a lui… perché quello di adesso – Peppa Pig – è veramente terribile!). Così, dopo essermi letta quasi tutti gli articoli del GGB sul sito ed essere ancora più affascinata dal mondo ipogeo e dai folli che lo amano, penso che sia un peccato aver già finito le uscite in grotta del corso.

Tutto ebbe inizio una domenica di maggio, quando, una volta accettato l’invito di Fallo a fare la gita organizzata dal GGB, mi ritrovai a entrare nel Buso della Rana e a non sapere più da che parte volgere lo sguardo tanto era bello essere dentro alla montagna ed immaginare lo sviluppo dei cunicoli, delle sale… Così una volta usciti, dopo aver iniziato a bere birre e birre, feci una promessa a me stessa: a settembre mi iscrivo al corso e capirò cos’è la vera speleologia… e mi sono sentita a casa!
Inizia il corso, le lezioni il mercoledì sera; weekend in montagna e oggi, dopo l’ultima lezione di mercoledì, il corso finirà… uffa!!!
Non riesco a descrivere quello che sto pensando in questo momento, ma continuano a venirmi in mente due cose: la prima è la discesa del p.131 e il fatto che vorrei essere alla Spluga per rifarla almeno trenta volte fino a quando non mi darà più fastidio scendere quel diavolo di abisso; la seconda è, invece, la risalita del p.131 dove Katia ed io parliamo, ridiamo, giochiamo, poi io mi piglio un colpo, perché se all’Omber avevo Mario che mi girava sulla testa mentre salivo, stavolta un gracchio ha cercato di volarmi sulla spalla e ora penso pure a Pepito che ci aspettava fuori e continuava a chiederci se c’era qualcuno sul fondo perché il casino che sentiva non credeva potesse essere creato solo da due persone… E così adesso penso pure all’Omber, che grotta! I suoi cunicoli, le strettoie, le sale, i suoi colori, il suo fango e sentire gli istruttori che ci dicono di capire dove e come tira l’aria e vedere negli occhi di Mauri, Vicky e tutti gli altri la passione per il mondo sotterraneo, per quella grotta che è la grotta del GGB e che fra un po’ vorrei chiamare anch’io Papà Omber! E ora mi vengono in mente le emozioni vissute nella Grotta Aladino, a Claudio che mi fa fare la Papera e riesce a farmi amare la mia statura da nana che mi fa strisciare solo all’ultimo per uscire da quel buco, ai cosciali che non erano mai regolati sufficientemente bene e ai colori di quella grotta, che spettacolo della natura!
Che io fossi un po’ tanto fuori di testa, era un dato di fatto più per i miei amici che per me ma ora, dopo aver scoperto questo mondo e non volerlo assolutamente abbandonare, credo che sia un dato di fatto pure per me. Il corso è stato una delle esperienze più belle che potessi scegliere di fare, la scoperta di un nuovo mondo da esplorare che, pian pianino, acquisendo esperienza farò sempre più mio. Il GGB è un gruppo come pochi, goliardico e folle… e io non vedo l’ora di tornare in grotta con loro, litigando di brutto col sacco giallo che per la prima volta mi toccherà portare per conto mio. Perché solo con tanto allenamento migliorerò la tecnica, vedrò che avrò tutto sotto controllo e che quel diavolo di abisso lo farò solo con un mega sorriso!

Un futuro cane sciolto, nonché aspirante socia GGB,
Teresa “Peppa Pig” Lecchi

Allievi,istruttori, accompagnatori e sacchi ben pieni di corde davanti a Malga Spluga

Spluga della Preta: quota 0

Il P131 visto dall'alto del traliccio d'ingresso

La magia inesauribile del 131

Alla base del 131, con la targa commemorativa dell'Operazione Corno d'Aquilio

Il Pota arma il 108

In Sala Cascata

L'88, il terzo pozzo della Spluga

L'immancabile squadra dei Cani Sciolti in Sala Coitetto Pari


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