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Per un ex corsista oggi può bastare così!

25/26 Gennaio 2014

Giovedì, Benji telefona a Pirlo e si aspetta solo una risposta positiva: bisogna andare!
Venerdi, Benji fa una seconda telefonata, quasi a volersi assicurare che Pirlo non si sia nascosto dietro a qualche bottiglia di buon vino…
Sabato all’alba i due partono da Brescia; destinazione Toscana: Faraone.
Per Benji l’obbiettivo è molto chiaro: bisogna proseguire nell’esplorazione di una galleria a circa meno 450; la cosa è molto meno chiara per l’amico Pirlo che, con una certa incoscienza, si lascia trasportare dall’euforia.
Dopo qualche ora i bresciani arrivano a Gorfigliano e subito vengono accolti dal sorriso rilassato di Daniele che, felice di vederli, li invita a entrare nel suo bar-bottega.
Ma è gia’ mezzogiorno, si deve partire, la strada sterrata è pulita e con facilità in auto si riesce a percorrere un buon tratto… E poi sacco in spalle, su per il sentiero della faggeta.
Lungo l’ultimo tratto, per non scivolare, i due sono costretti a dover creare dei piccoli gradini nel sottile strato di ghiaccio.
Finalmente raggiungono l’imbocco; si preparano; entrano, e Pirlo, tra zaino in spalle e sacco legato in mezzo alle gambe, comincia già ad incastrarsi un po’ ovunque.
Lasciati finalmente gli zaini si scende fino al pozzo da 40 … va riarmato.
Trapano alla mano, attrezzano un comodo traverso fino a raggiungere il vecchio punto di calata dove trovano roccia buona ma un fastidioso stillicidio: ricordando le parole del Pota proseguono il traverso per altri tre metri e fissano una piastrina per incominciare la discesa.
Benji esegue una vera e propria bonifica e stacca parecchio materiale instabile. Forse sarebbe stato meglio mettere una piastrina di più in testa al pozzo, ma purtroppo le condizioni della roccia non lo permettono.
Decidono di proseguire.
Quando Benji dà il via libera scende anche Pirlo con due sacchi di cibo e materiale… il test della piastrina è superato.
I due arrivano all’imbocco della strettoia disostruita; si sentono praticamente a casa: vecchie incisioni del GGB li circondano.
Benji entra deciso, Pirlo è un po’ più titubante, ma lo segue a ruota.
Dopo qualche minuto la galleria si stringe ancora di più e spostare il pesante sacco comincia a diventare difficoltoso.
Benji arriva su un piccolo pozzettino, mentre Pirlo, nello stesso momento, è molto più simile a un TIR di traverso in una strada di campagna…. cerca di fare manovra in una fessura per raggiungere l’amico di piedi e non di testa.
Finalmente scende anche lui. Piccola stanzina, fessura, altre 2 brevi calate e si trovano in un ambiente maestoso…si presentano a loro i due enormi pozzi paralleli da 180 metri.
Scendono in quello di destra, Benji parte per primo, poi e’ la volta di Pirlo che guarda l’amico diventare sempre più piccolo e lontano.
I primi tre frazionamenti sono contro parete, poi, con l’ultimo tiro da novanta, la parete si allontana sempre di più.
I due atterrano su grossi massi instabili; li superano e continuano la discesa su brevi calate con tanto materiale pericolante.
Dopo alcuni minuti i due arrivano al pozzo che porta verso il fondo e finalmente raggiungono il campo. Benji è ancora in piena forma, ma Pirlo confida di essere un po’ provato e preoccupato per il rientro.
I bidoncini si aprono e ne fuoriescono polpette della nonna, carote e Mars. Con loro restano anche tra i 30 e i 40 litri di Coca Cola e i 10-15 litri di miscela altamente energetica che Benji ha un po’ paura di bere, in quanto non vorrebbe restare sveglio per le successive 8 settimane.
Da ore i due si dicevano di lasciare un po’ di beveraggio in testa ai pozzi… e invece è tutto qui al campo; così durante la risalita con gioia dovranno riportare tutto in superficie….
Anzi, stupira’ il fatto che i due durante il rientro non cercheranno di riempire lo spazio libero nei sacchi con pietre…
Al campo i due decidono di riposare; durante il sonno le gocce cadono con regolarità incredibile, tanto da sembrare di essere circondati da centinaia di orologi a pendolo.
Si riparte… qualche brivido corre lungo la schiena; si infilano l’imbracatura e imboccano la comoda galleria che si dirige verso la giunzione con la Fanaccia.
La galleria a Pirlo sembra infinita: è chiaro che così non si puo’ andare avanti. Pirlo cede; Benji procede solo qualche minuto da solo e poi ritorna dall’amico: “Forza Pirlo, torniamo indietro, dormiamo fin che vuoi al campo, poi prendiamo la strada del ritorno”.
Eh si, per un ex corsista, direi proprio che per oggi puo’ bastare cosi’!

Daniele Pirlo

le grandi condotte del Faraone

sguardi allucinati al "campo base"

uscendo dall'enorme P180 "Brai gnari"

ragno sulla parete

fuori!!


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