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	<title>Gruppo Grotte Brescia &#187; Veliko 2006</title>
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		<title>Veliko: Superato il sifone terminale</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Nov 2006 21:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Garbelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spedizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veliko 2006]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src='http://www.ggb.it/wp-content/campomenomille_small.jpg' hspace="5" vspace="5"  alt='Campo a - 1000' /> Decisi, ostinati come li conosciamo, anche questa volta gli amici del Cavex Team hanno centrato in pieno l’obiettivo che si erano prefissati: superare il sifone terminale  a -1200 [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/campomenomille.jpg' alt='' /><br />
<em>Lillo, Roberto e Denis al campo di -1000</em></p>
<p>Decisi, ostinati come li conosciamo, anche questa volta gli amici del Cavex Team hanno centrato in pieno lâobiettivo che si erano prefissati: superare il sifone terminale  a -1200.<br />
90 metri la lunghezza, &#8211; 45 la profonditÃ  massima e poiâ¦ ben trecento metri di bella galleria aerea esplorata, prima di raggiungere un nuovo sifone che  sembrerebbe avere un naturale by-pass.<br />
Al ritorno Ã¨ stata scoperta una âscorciatoiaâ? nel sifone che permette di superare quest&#8217;ultimo scendendo solo  a -20.</p>
<p>Adesso la spedizione Ã¨ conclusa; appuntamento allâestate prossima per proseguire le esplorazioni.</p>
<p>Complimenti a Denis, Oleg e compagni che ancora una volta ci hanno dimostrato cosa si puÃ² fare quando si ha carattere e motivazione, pure con una modestia che dovrebbe far vergognare certi cercatori di vetrine che non sarebbero degni neppure di lavar loro le tute.</p>
<p>Gianni Garbelli</p>
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		<title>Veliko-Halloween: riarmetto o scherzetto?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2006 14:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Garbelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spedizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veliko 2006]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src='http://www.ggb.it/wp-content/bunker_small.jpg' vspace="5" hspace="5" alt='' />
<strong>Il  GGB è rientrato dal Rombon</strong>

Contemporaneamente al riarmo è continuata nei giorni scorsi la fase di trasporto del materiale da campo e delle bombole da immersione. Il programma che inizialmente è andato troppo a rilento, fortunatamente ha accelerato il passo [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/ultimaluceprimadelbuio..jpg' alt='' /><br />
<em>Ultima luce prima del buio..</em></p>
<p><strong>Il  GGB è rientrato dal Rombon</strong></p>
<p>Contemporaneamente al riarmo è continuata nei giorni scorsi la fase di trasporto del materiale da campo e delle bombole da immersione. Il programma che inizialmente è andato troppo a rilento, fortunatamente ha accelerato il passo e con tutta probabilità in questo momento i sub Basek ed eventualmente Klimchouk potrebbero tentare l&#8217;immersione nel sifone finale che ricordiamo è gia stato esplorato fino a -43 metri da Guidotti nel 1997. Tra i soci del GGB che hanno dato una mano si distinguono due fanciulle (Katia e Serena) e un ragazzino appena maggiorenne (Andrea l&#8217;Anellide) che si sono portati 6 sacchi fino a -620 e il trio<br />
Tanfo-Roby-Frizzi che con bombole al seguito sono arrivati a -1000 per poi uscire in clamoroso ritardo di circa una giornata alla&#8230; Un bel viaggio alla faccia dei datori di lavoro e degli amici fuori&#8230;<br />
Un grosso aiuto è stato dato sopratutto dal patron di casa Roberto Antonini che ha guidato alcuni membri della spedizione attraverso l&#8217;abisso Gulliver, il nuovo ingresso basso che con 700 metri diciamo scomodi piomba comunque rapidissimo sulla verticale del campo di -1000.  Un vantaggio decisivo sopratutto in caso di incidente.<br />
Di seguito il racconto di Matteo appena rientrato in Italia.</p>
<p><em>Abbandonata ogni velleità subacquea che mi era costata circa un mese di paranoie, venerdi a mezzogiorno io, Lillo e due russi di 20 anni, dopo aver filato 500 metri di rigidissime corde ucraine nei sacchi, siamo entrati con il proposito di continuare l&#8217;attrezzamento dal campo di -620 in avanti. Bastano 50 centimetri sotto il frazionamento perché il sole negli occhi diventi un ricordo ed il respiro del gigante un vuoto magnetico. Due, poi tre sacchi da -250, la sacca d&#8217;armo a metà del 170, i moschettoni due qui due là ogni fraz, tutto come spiegato da Oleg: arrivo al lago Tripoli appesantito come una matrioska. Quella più grande, ovviamente&#8230;<br />
Qui Lillo con due sacchi immondizia a mo&#8217;di calzari si trasformerà in un patetico gatto con gli stivali. Dopo il campo ecco la galleria da urlo vista su Progressione 17 anni fa, uno scatto da sballo a firma dello zio Fox.<br />
Ci abbassiamo in un bel canyon e iniziamo ad armare meccanicamente notando presto l&#8217;ingordigia del gigante: lui pretende corde per il doppio del suo dislivello tanto che i due ventenni restati senza sacco ci mollano presto sul baratro del Galaxica.<br />
Noi finiti i prossimi 160 metri di corda resteremo soli con solo due sacchi e spiritati dal proposito di vedere il fondo. Alla base del Freezer a -850 tra un delirio di vento ed acqua finiamo anche l&#8217;ultimo metro del nostro filo di nylon. Adesso ci godremo l&#8217;isolamento e la meraviglia di queste sezioni oltre a qualche meritato brivido sulle corde marce da 18 anni. Come sul pozzo del Traverso disarmato dalle piene dove devo scendere in libera e annodare addirittura 6 spezzoni di corda per farne una decina di metri con cui pendolare nel fragore di una cascata da 30: alla prossima cazzata però torniamo, OK Lillo?<br />
Dopo un saliscendi fossile e corde più decenti, Rio Kubo e Acqualung ci tolgono le parole. Ormai dovremmo esserci perché l&#8217;altimetro segna l&#8217;esoterica quota dai 3 zeri.<br />
Mentre aspetto sull&#8217;ultima cordina vivo l&#8217;allucinazione sconvolgente di sentire voci. Ci risiamo, penso ma poi diventano parole e un chiarore inequivocabili: chi sarà e da dove sarà entrato?<br />
L&#8217;incubo da fulgido diviene spietato quando mi si presenta Denis vestito da trekking spiegandomi di essere venuto da un nuovo facile percorso!<br />
Per una frazione di secondo immagino il tunnel dell&#8217;EDF che arriva in La Verna: no, la realtà è che Denis, Irina e Denek sono entrati da Gulliver con Roberto e Scarno.<br />
Entro nel tendone salutando i padroni di casa ancora incredulo con lo sguardo che nemmeno i lillipuziani avevano nel vedere il gigante&#8230;<br />
Ok, se era uno scherzo è riuscito davvero e ci corichiamo nei sacchi. Difficile però chiudere occhio: troppe domande da fare a Beccuccio, troppa emozione e troppi anni senza conoscersi, formalità da diluire tra vari the russi amari e un italianissimo brodo con cappelleti.<br />
L&#8217;indomani proseguiamo verso il fondo. Ci fermiamo a guardare la pietra che ha messo fine alla vita di Heidi e ha cambiato quella di chi c&#8217;era in quel maledetto gennaio del 90. Un po’ di materiale sparso da allora marca questa franetta anonima ed irreale.<br />
Beccuccio e Scarno si sono conosciuti qui e la loro emozione riesce ad essere anche un po’ nostra.<br />
Dopo la Grande Muraglia le morfologie di crollo prenderanno il sopravvento ma Lui, il Veliko, resterà monumentale per poi sparire definitivamente nel nero del Ciclope, 400 metri di vuoto e frane.<br />
I russi continuano in basso per il poco d&#8217;armo che resta verso il fondo, noi a sentirci gli ospiti d&#8217;onore di chi ci ha preceduto in questi posti senza tempo. All&#8217;estremità del ramo seguendo l&#8217;aria riattrezziamo il rametto che porta nel posto più lontano dall&#8217;ingresso difficile da disostruire ma non unica via attraverso cui il respiro possente della montagna ritorna ad essere libero.<br />
Tornando al campo io e Lillo ci infiliamo rapidamente nel ramo che porta verso il fondo: due pozzi<br />
poi la bianca enorme Galleria dei Tre. Una strettoia e la strada diventa la stessa del collettore, un centinaio di metri fino a sua maestà il Sifone. Un lago perfetto per un fondo perfetto, un enchanted place magnetico e troppo bello per non sognare di immergersi, 1200 metri sotto la luce del sole negli occhi…<br />
…senza parole.</em></p>
<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/albunkerconildottorech.jpg' alt='' /><br />
<em>Al campo con il dottore</em></p>
<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/IlBunker.jpg' alt='' /><br />
<em>Il campo &#8220;bunker&#8221;</em></p>
<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/Lillo.jpg' alt='' /><br />
<em>Lillo</em></p>
<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/LillodallaboccadelVelik.jpg' alt='' /><br />
<em>Lillo dalla bocca del Veliko</em></p>
<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/nellagodi6202.jpg' alt='' /><br />
<em>Il &#8220;gatto con gli stivali&#8221; nel lago di &#8211; 620</em></p>
<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/sipreparanoisacchialli.jpg' alt='' /><br />
<em>Si preparano i sacchi</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Veliko: si procede col riarmo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 16:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Garbelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spedizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veliko 2006]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src='http://www.ggb.it/wp-content/armoVeliko_small.jpg' vspace="5" hspace="5" alt='' /> Le ultime notizie dal Rombon sloveno giungono via SMS [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/sezioneVeliko.jpg' alt='' /></p>
<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/armoVeliko.jpg' alt='' /></p>
<p>Le ultime notizie dal Rombon sloveno giungono via SMS:</p>
<p><em>&#8220;Siamo ospiti dell’allegro campo russo a suon di minestroni e canzoni con la chitarra.<br />
Pensavamo che la fase di riarmo fosse molto più avanti ma ci hanno raccontato che c’è stata una bufera di due giorni.<br />
Io e Lillo entriamo adesso</em> (ore 8,45 ndr) <em>con 500 metri di corda per attrezzare da -600 al campo di -1000.<br />
Oggi è una giornata splendida e ovviamente il posto è magico.</p>
<p>Pota&#8221;</em></p>
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		<title>Veliko: arriva anche il GGB</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Oct 2006 00:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Garbelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spedizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veliko 2006]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src='http://www.ggb.it/wp-content/arrivano_small.jpg' vspace="5" hspace="5" alt='' /> Oggi i primi speleo del Gruppo Grotte Brescia si uniscono alla spedizione russo-ucraina in corso sul massiccio del Rombon sloveno (insieme a loro câÃ¨ anche il mitico Lillo di Malo). Tra domani e venerdÃ¬ arriverÃ  anche il resto dei âsalvadecâ? (selvaggi bresciani)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/arrivano.jpg' alt='' /></p>
<p>Oggi i primi speleo del Gruppo Grotte Brescia si uniscono alla spedizione russo-ucraina in corso sul massiccio del Rombon sloveno (insieme a loro câÃ¨ anche il mitico Lillo di Malo). Domani arriverÃ  anche il resto dei âsalvadecâ? (selvaggi bresciani).</p>
<p>Dal campo base, posto allâingresso della grotta, non giungono perÃ² notizie: pare che il satellitare dei russi non funzioni. Si spera che Denis e compagni abbiano superato indenni i due giorni di maltempo e che siano riusciti ad attrezzare almeno la prima parte, completamente verticale, della grotta.<br />
Purtroppo essendo cominciata in ritardo la spedizione, volendo essere poi presenti al raduno di Casola <em>(*)</em>,  i giorni a disposizione per tentare di superare il sifone terminale sono pochi. Nonostante ciÃ² câÃ¨ da credere, conoscendo gli amici del Cavex team, che si farÃ  lâimpossibile e anche di piÃ¹ per raggiungere lâobbiettivo.</p>
<p>Al prossimo aggiornamento (quando sarÃ  possibile).</p>
<p> <em>(*)Raduno internazionale di speleologia che si terrÃ  a Casola Valsenio (RA) dal 1 al 5 Novembre.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>SLOVENIA: SPEDIZIONE AL VELIKO SBREGO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 15:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Garbelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spedizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veliko 2006]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src='http://www.ggb.it/wp-content/renesmall.jpg' vspace="5" hspace="5" alt='' />  Lo scorso fine settimana è iniziata ufficialmente la spedizione russa ed ucraina al Crnelsko Brezno (già Veliko Sbrego) con l’obbiettivo principale di superare il sifone terminale alla profondità di -1200 metri [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.ggb.it/wp-content/rene.jpg' alt='' /><br />
<em>Slovenia, monte Kanin</em></p>
<p>Lo scorso fine settimana è iniziata ufficialmente la spedizione russa ed ucraina al Crnelsko Brezno (già Veliko Sbrego) con l’obbiettivo principale di superare il sifone terminale alla profondità di -1200 metri. Oltre alla ventina di speleo del Cavex Team guidati dai fortissimi Denis Provalov e Oleg Klimchouk, ci saranno a dare manforte i nostri  Matteo Rivadossi ed altri 5 soci del GGB.<br />
Dopo varie vicessitudini diplomatiche e anche meteorologiche, eccoci finalmente sull’altopiano di Planina Gorica ai piedi del Rombon (continuazione orografica del più blasonato Kanin) con il campo internazionale che sta muovendo i suoi ingranaggi: bisognerà riattrezzare velocemente la grotta per poi organizzare un efficiente campo base proprio nella zona terminale dove si comincerà a fare sul serio. E trattandosi di speleo russi ed ucraini non si fatica a credere che  ci sarà manodopera e abnegazione&#8230;<br />
Una dozzina di giorni utili per sognare di passare il sifone ed eventualmente esplorare ciò che di aereo si nasconde oltre: tanto tanto calcare almeno 300 metri sopra il supposto livello di base!<br />
Ricordiamo che il primo coraggioso sopralluogo del sifone è stato effettuato nel 1997 dal grande Gianni Guidotti che aveva percorso con aria e materiale tiratissimo una novantina di metri con una profondità massima di -43 rischiando tra l’altro una grave ipotermia.<br />
Nel corso dei prossimi giorni proprio su questo sito contiamo di potervi aggiornare con notizie ed immagini dirette proprio dal campo grazie al solito contatto satellitare. Non mancate!</p>
<p>Matteo Rivadossi</p>
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